Un blog per condividere esperienze, idee, progetti, in un'ottica nonviolenta ed eco-sociale.

Eccomi

Utente: Ermes02
Nome: Ermete Ferraro
Napoletano, classe '52, sono sposato e ho tre figlie. Di formazione cattolica e nonviolenta,dopo la laurea in lettere mi sono diplomato in servizio sociale e sono stato impegnato per 10 anni come animatore socio-educativo ed assistente sociale. Da molti anni insegno lettere nella scuola media, dove mi occupo anche di problemi di disagio cognitivo e comportamentale. Tra i primi obiettori di coscienza, attivista nonviolento ed eco-pacifista, sono stato uno dei fondatori dei Verdi a Napoli, dove ho ricoperto (1987-97)il ruolo di consigliere/capogruppo circoscrizionale al Vomero - quartiere di cui sono stato anche il primo presidente 'verde'- e di consigliere e capogruppo nel Consiglio Provinciale (dal 1990 al '95). Sono stato coordinatore del circolo di Napoli e membro del coordinamento regionale della Campania dell'associazione Verdi Ambiente e Società ONLUS. Di VAS sono attualmente Consigliere Nazionale e referente nazionale per l'ecopacifismo. A livello regionale,poi,sono componente dell'Esecutivo di VAS-Campania, come responsabile per la cultura. Ho svolto per 8 anni la funzione di Presidente e Coordinatore Sociale della FOCS (Fondazione Casa dello Scugnizzo ONLUS) di Napoli, di cui resto consigliere generale. Sono autore di svariati articoli e pubblicazioni. Visita: www.ermeteferraro.it

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martedì, 20 gennaio 2009

Bruegel I ciechi<< << OCCHIO PER OCCHIO

RENDE IL MONDO CIECO >>  (Gandhi)

Postato da: Ermes02 a 17:59 | link | commenti

"OCCHIO PER OCCHIO RENDE IL MONDO CIECO"

Stamattina ho trascorso un bel po’ di tempo cercando di tenere in piedi un difficile dialogo con alcuni ragazzi, agitati ed eccitati per un “regolamento di conti” fra gruppetti, che si sarebbe puntualmente replicato “fuori scuola”, secondo un rituale estremamente preciso e la logica perversa, ma ferrea, che costituisce la vera regola in quel rione popolare di Napoli.
Confesso che mi sono sentito un fesso di fronte all’incrollabile certezza che leggevo nelle parole e negli occhi di uno dei protagonisti dell’episodio, un ragazzo di origini arabe, al quale cercavo disperatamente di spiegare che una rissa non ha mai risolto nessun problema, ma solo offerto un alibi per ricominciare violenze e sopraffazioni. Che chi è aggredito e minacciato non può andare in giro con una mazza nello zaino. Che è assurdo sentire un quattordicenne – che tra poco potrebbe uscire dalla scuola media ed iniziare un percorso di formazione - ripetere, convinto quanto caparbio, la frase: “Se deve succedere, succede…”, fondendo in questa frase rassegnata e cupa il fatalismo napoletano e quello musulmano…
Mi ero sentito un povero fesso anche quando sono intervenuto, alcuni giorni fa, al primo atto della rissa subito all’uscita da scuola. I ragazzi che fino a pochi minuti fa erano con me a parlare e scherzare stavano sciamando dietro all’inseguito ed agli inseguitori, letteralmente affascinati da quella sensazione di violenza annunciata, che li spingeva a fare da pubblico, un po’ spaventato ed un po’ attratto da essa. Mentre cercavo d’intervenire, davanti a me è partita una salva risentita di “Mo’ stammo fora ‘a šcola…!” e, contemporaneamente, alle mie spalle, qualcuno ha sibilato ironicamente: “E’ arrivato Falcone e Borsellino !” …
Dopo scuola, sull’autobus, sfogliavo il giornale e l’occhio mi è caduto sulle dichiarazioni del ministro e probabile futura premier d’Israele Tzipi Livni, secondo la quale il suo governo ha conseguito gli obiettivi che si prefiggeva e quindi può chiudere l’operazione “Piombo fuso”, salvo ricominciare le ostilità se Hamas non mostrasse di aver compreso “la lezione”. All’obiezione di un giornalista, che sottolineava le troppe vittime civili, la Livni ne ha parlato come di conseguenze spiacevoli, ma collaterali e secondarie, di un’azione militare contro terroristi, fingendo di non rendersi conto che più di un terzo dei 1300 morti a Gaza erano bambini e ragazzi.
Ecco: quando i leader della Terra accettano questa logica ed utilizzano tutti i media per farcela apparire “normale”, cosa diavolo posso andare a raccontare ad un povero ragazzo immigrato che si arma di un bastone per fronteggiare quelli che lo aspettano spavaldi su un motorino, fuori scuola?
Come faccio a dirgli che ci sono ben altri mezzi per risolvere liti e conflitti, che la scuola è una garanzia, che la società non è tutta frode e violenza, che è inutile e dannoso coinvolgere amici e “parenti” in qualcosa che può trasformarsi in una specie di pericolosa faida?
Basta che guardi la TV per trovarsi di fronte a dichiarazioni come quella che ho citato, a “pezzi grossi” che bestemmiano di “lezione inflitta”, rubando le parole agli educatori per affermare la logica eterna della sopraffazione e dell’umiliazione dei vinti…
Eppure domani io tornerò dietro la cattedra e tra i banchi, testardo come tutti i fessi, a cercare di aprire gli occhi e le orecchie – ma soprattutto il cuore – di chi picchia e di chi è picchiato, di chi sfotte e di chi è sfottuto, di chi impedisce agli altri di studiare ma anche di quelli che vorrebbero cancellarlo, come un brutto e fastidioso ricordo.  A fare la parte di quello che “non capisce”, del donchisciotte o, per meglio dire, di… “Falcone e Borsellino”.

Postato da: Ermes02 a 17:45 | link | commenti (2)
palestina, scuola, educazione alla pace

domenica, 18 gennaio 2009

 gaza massacre                                                                                                                                                

Postato da: Ermes02 a 10:08 | link | commenti

martedì, 06 gennaio 2009
Trasformiamo le spade in aratri!

יח  לֹא-יִשָּׁמַע עוֹד חָמָס בְּאַרְצֵךְ, שֹׁד וָשֶׁבֶר בִּגְבוּלָיִךְ; וְקָרָאת יְשׁוּעָה חוֹמֹתַיִךְ, וּשְׁעָרַיִךְ תְּהִלָּה.
 
Dal capitolo 60 di Isaia è tratta la prima lettura della festività dell’Epifania del Signore, nella quale si celebra il nuovo regno di pace e di concordia per il popolo d’Israele, di cui saranno partecipi anche i “goyìm”, i “gentili”, cioè tutte le altre popolazioni della terra che sembravano escluse dalla Salvezza. E dallo stesso capitolo è tratta anche la citazione riportata sopra nell’originale testo ebraico, in cui il profeta proclama: “Non si sentirà più parlare di violenza nella tua terra. Non ci saranno più desolazione e rovina entro i tuoi confini. Chiamerai le tue mura “Salvezza”; le tue porte “Gloria al Signore” (Isaia 60:18).
In questi giorni di strage e di odio rabbioso è difficile leggere questi versetti senza una stretta al cuore. Altro che “non si sentirà più parlare di violenza nella tua terra”…! Quella sottile striscia di terra è sempre più insanguinata da un conflitto infinito. “Desolazione e rovina” si stanno abbattendo su di essa, colpita da un bombardamento devastante, che semina centinaia di morti ed un numero indefinito di feriti e senzatetto.
Altro che “chiamerai le tue mura Salvezza”…! Il “muro dell’apartheid” che separa Israele dall’Egitto e dalla Striscia di Gaza, di cemento armato spesso otto metri,  fatto erigere dagli Israeliani in quella martoriata terra, resta invece il segno di una divisione insanabile, di un odio inestinguibile, di una diffidenza insuperabile.
Altro che auspicio di porte intitolate alla “Gloria al Signore”…! Le porte del dialogo restano inesorabilmente chiuse, così come chiuso resta il cuore di chi si ostina a non riconoscere che l’unico Dio (di Abrahàm, di Yeoshùa e di Muhammad) è il Dio della vita e non della morte, il Dio della pace e non della strage.
Altro che trasformeranno le loro spade in aratri e le lance in falci. Le nazioni non saranno più in lotta tra di loro e cesseranno di prepararsi alla guerra…” (Isaia 2:4)  ! Quello a cui stiamo assistendo è un conflitto che vede la macchina militarista d’Israele trasformare in armi micidiali le risorse che dovrebbero servire per coltivare quella difficile terra, dove – dentro e fuori di quello Stato – ogni pacifica quotidianità è stata cancellata da un’incessante “preparazione alla guerra”, che esclude rabbiosamente ogni obiezione di coscienza (come quella dei giovani Shmistìm israeliani) ed ogni mediazione di pace.
Assistere impotenti – o peggio, complici – a questo massacro di persone innocenti non è possibile per chi crede nella pace, o almeno nel diritto internazionale e nella mediazione sovranazionale.
I governi occidentali – ripristinando la funzione dell’ONU - devono pretendere un immediato cessate-il-fuoco e devono inviare osservatori, senza escludere a priori l’adozione di misure di pressione economico-politica sul governo israeliano, per arrestare la strage di civili e nuove invasioni armate. Da parte nostra, come persone comuni, abbiamo il dovere di far sentire la nostra protesta, sottoscrivendo petizioni, sollecitando i nostri governanti e cominciando a boicottare l’economia d’Israele.
In caso contrario la nostra credibilità – come democratici e come credenti – è pari a zero. Fermare “hamàs” (che significa “violenza” sia in ebraico sia in arabo…) è il primo obiettivo di chi crede che “con la pace tutto è possibile”.

Postato da: Ermes02 a 09:52 | link | commenti
palestina, pace, ecopacifismo

lunedì, 05 gennaio 2009
FERMIAMO LA STRAGE !

gaza-war-crime-3Per avere un'idea della situazione disastrosa in cui vivono  (o meglio, sopravvivono...) gli abitanti di Gaza, documentata da decine di drammatiche foto, collegarsi con il sito: http://palestinethinktank.com/2009/01/03/action-alert-spy-for-israel.

E' possibile esprimere il proprio sdegno sottoscrivendo 'online' una petizione all'ONU ed all'U.E., al seguente indirizzo: http://www.petitiononline.com/freegaza/petition.html. Ermete è il firmatario n°1900.

Per documentarsi sulle aziende che fanno affari con Israele o sui prodotti israeliani consulta www.forumpalestina.org  boicottare_israele

Postato da: Ermes02 a 17:35 | link | commenti
palestina, pace